Non decollano i prezzi di pesche e nettarine

“A polpa gialla, bianca, nettarina o noce, pesca Saturnina, ‘tabacchiera’, o percoca. Siamo in piena campagna di raccolta per pesche e nettarine che rappresentano la tipica frutta estiva da gustare sotto il solleone. In Emilia Romagna durerà ancora un mese, mentre al Sud Italia  le operazioni sono state quasi ovunque completate”.  Lo sottolinea Francesco Donati, presidente della Federazione nazionale di  frutticoltura di Confagricoltura, che prova a fare un primo bilancio dell’annata. “Le quantità registrano un calo del 10% già segnalato  e previsto a livello europeo. La flessione diventa più marcata nel Nord-Italia. Qui manca infatti un altro 10% di alberi che sono stati estirpati per ridurre la produzione dopo due annate di prezzi negativi. In Emilia Romagna, culla di pesche e nettarine, dovrebbe mancare quindi un buon 20% di produzione.

Nonostante i volumi ridotti e celle frigorifere svuotate da una domanda sostenuta i prezzi stentano a decollare. “La buona qualità della produzione 2016, favorita anche dal punto di vista climatico, non basta. Pesche e nettarine secondo le rilevazioni della Camera di commercio di Forlì, sono state pagate 40-45 centesimi al chilo – prosegue il rappresentante di Confagricoltura – nella settimana che è terminata il 7 agosto. E hanno già perso 2 centesimi in quella iniziata l’8 agosto scorso.

Il 2016 poteva essere quindi più brillante in termini di quotazioni anche se si sta rivelando sicuramente migliore del disastroso 2014 e di un 2015 archiviato con una ripresa leggera anche se ancora sottocosto.  “Quest’anno – sostiene Donati –  si ipotizzava una buona ripresa e la campagna era iniziata con prezzi più alti che si sono poi sgonfiati lungo il cammino”.

“Il problema ancora un volta – precisa ancora Donati – è da attribuire alla mancanza di aggregazione della produzione. Servono strutture di commercializzazione efficienti per aumentare il potere contrattuale. Le aziende agricole lavorano bene ma non sono in grado di vendere altrettanto bene perché l’offerta resta frammentata”.

In Italia, secondo dati del Mipaaf  si producono annualmente da 1,3 a 1,5 milioni di tonnellate di pesche, nettarine e percoche e il nostro Paese è, insieme alla Spagna, leader  in Europa. (F.B.)

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