Assicurazioni: arrivano i pagamenti ma i problemi restano

Finalmente, dal 22 febbraio gli agricoltori potranno iniziare a incassare gli aiuti pubblici per le polizze assicurative sottoscritte nel 2015: 25 milioni di euro per 40.000 domande ammesse (su 110.000 presentate). Questo fatto ha spinto i rappresentanti delle istituzioni coinvolte ad affermare che i problemi emersi con il passaggio del regime di aiuti nell’ambito della politica di sviluppo rurale sarebbero progressivamente in via di superamento.
In realtà i dati dicono che il sistema delle assicurazioni agricole in Italia negli ultimi due anni ha registrato delle battute d’arresto, in particolare nel Sud: i valori assicurati sono calati del 17% tra il 2014 e il 2016.
Perché gli agricoltori si dimostrano poco entusiasti nei confronti di uno strumento di sostegno pubblico che va incontro ad esigenze molto avvertite?
Le ragioni sono molteplici. La prima è la riduzione dell’aliquota di aiuto dall’80% precedente l’ultima riforma PAC, al 65% versato oggi con il Piano di sviluppo rurale nazionale
Un secondo fattore che sicuramente incide è la crisi del settore degli ultimi anni, con la tendenza degli agricoltori a tagliare sui costi.
Infine, non sono estranee alla disaffezione l’aumento della burocrazia e la crescente complessità di accesso all’intervento: dal 2015 l’agricoltore deve compiere una vera corsa a ostacoli, con la compilazione del Piano assicurativo individuale (Pai), la presentazione della manifestazione di interesse, la sottoscrizione della polizza, l’inoltro della domanda di aiuto e di pagamento.
Si dice che tali complicazioni siano dovute alle rigorose e rigide procedure imposte dall’UE. Forse in parte è vero, ma l’impressione è che abbiano inciso – e non poco – i problemi di gestione a livello nazionale.

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