Riunione tecnica al Mipaaft per misure sostegno accoppiato carni bovine

Si rende noto che il 25 febbraio u.s. si è tenuta una riunione presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo per valutare la situazione nel nostro Paese a seguito di alcuni rilievi formulati dai Servizi della Commissione europea (DG AGRI) soprattutto in merito alla corretta identificazione e registrazione degli animali ai fini della relativa ammissibilità al premio accoppiato di cui all’art. 52 del Reg.to 1307/2013 (sostegno accoppiato settore carni bovine).

L’AGEA sia per la campagna 2018 che per quella in corso (2019) ha ritenuto di applicare le misure previste dalla Circolare Prot. 95272 del 6 dicembre 2018 (vedere nota CAA Prot. 877 /Coordinamento/ GAP.anc del 6 Dicembre 2018) che in sostanza prevedono:

  • qualora la movimentazione dell’animale in ingresso in stalla sia registrata entro i tempi previsti, la detenzione decorre dal giorno di arrivo del capo in allevamento;
  • qualora, invece, la registrazione della movimentazione dell’animale in ingresso in stalla sia eseguita oltre i tempi previsti dalla normativa (7 giorni), il periodo di detenzione decorre dal giorno dell’avvenuta regolarizzazione della registrazione in BDN.

Sulla base di questo principio, ai capi oggetto di premio macellazione vengono applicate le seguenti regole:

  • il capo rispetta il periodo minimo di detenzione, ma viene registrato in BDN in ritardo: in questo caso il capo è ammissibile al pagamento, ma allo stesso verranno applicate le sanzioni previste dal Reg.to UE n. 640/2014;
  • Il capo non soddisfa il periodo minimo di detenzione e risulta registrato in ritardo: il capo è escluso dal pagamento del premio e non sono applicate le sanzioni.

Su questa ultima fattispecie i Servizi della Commissione ritengono che tutti i capi debbano essere considerati ammissibili e, quindi, sul totale dovrebbero essere calcolate le eventuali sanzioni e applicate le riduzioni di pagamento.

Nel ribadire la necessità di porre particolare attenzione alla corretta identificazione dei capi ed alla registrazione in BDN, nell’ambito della riunione si è discusso della possibilità di utilizzare, a partire dal 1° gennaio 2020 (prossima campagna), il Modello 4 informatizzato come strumento per evitare i ritardi di registrazione dei capi.

Infatti, il momento della emissione del Modello 4 informatizzato, che prevede l’immissione dei dati direttamente nel sistema di anagrafe, dovrebbe essere considerato come “evento di registrazione”.

Si sta valutando, inoltre, di prevedere un periodo di tempo (ad esempio 7 giorni) entro il quale l’azienda ricevente i capi può segnalare eventuali anomalie (esempio: arrivati capi in meno rispetto a quanto indicato sul Modello 4). In assenza, di tali segnalazioni si considererebbero presi in carico dall’azienda di destinazione i capi con contestuale registrazione in BDN (in questo modo si eviterebbero i ritardi nell’inserimento dei dati in BDN).

Per quanto riguarda, invece, i capi provenienti dall’estero (Francia), il Ministero della Salute ha proposto di utilizzare il sistema “Bovex” (piattaforma informatica) attraverso la quale far “transitare” i capi in arrivo nel nostro Paese che, in tal modo, potrebbero essere direttamente caricati nella Banca Dati italiana ed essere considerati “correttamente registrati”. Su questo punto si é richiesto al Ministero di effettuare una verifica sull’attuale percentuale di capi in arrivo nel nostro Paese che figurano nel sistema “Bovex”.

Altra possibilità, sempre per i capi provenienti dall’estero, è quella di “agganciare” in qualche modo le informazioni notificate dalle aziende riceventi all’UVAC di competenza.

Queste fattispecie verranno verificate dal Ministero delle Politiche Agricole, unitamente al Ministero della Salute ed Agea, affinché si possa approntare una procedura che permetta, da un lato, di evitare i ritardi di registrazione in BDN dei capi e, dall’altro, di evitare non conformità da parte dei Servizi della Commissione che, lo ricordiamo, possono portare a recuperi di fondi nei confronti dei nostro Paese.

Tale procedura dovrà comunque essere prevista attraverso l’emanazione di appositi provvedimenti da parte delle Amministrazioni coinvolte (Ministero Agricoltura, Ministero Salute, Agea).