Anga Cosenza contro il problema delle clementine

I giovani di Confagricoltura Cosenza vogliono dare voce, attraverso la propria organizzazione, alle problematiche che il comparto agrumicolo nello specifico le clementine di Calabria stanno attraversando. L’Anga Cosenza non solo accoglie tra i suoi soci numerosi produttori di agrumi e operatori del mondo agrumicolo ma è ben consapevole dell’importanza che tale comparto rappresenta per l’economia della propria provincia e della Calabria intera.

Il Presidente di Anga Cosenza Elio Perciaccante afferma “Tutti noi andiamo fieri della qualità delle nostre clementine che per caratteristiche organolettiche, che solo il nostro Territorio è capace di conferir loro, appaiono tra le migliori da offrire sul mercato; il clima, il terreno, le tecniche colturali hanno fatto sì che tale prodotto ricevesse il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) al fine di unirlo, in maniera indissolubile, alla Terra da cui proviene. Questo marchio dovrebbe rappresentare un valore aggiunto perché dovrebbe garantire l’unicità del prodotto che il consumatore intende ricercare.” Oggi però, a causa della avversa congiuntura economica e a causa della assenza o scarsità di informazione e divulgazione in merito, alle clementine di Calabria non viene riconosciuto il valore che possiedono. È per questo motivo che i Giovani di Confagricoltura Cosenza vogliono porre sotto l’attenzione di tutti questa problematica e rivolgere delle precise domande: – Cosa si fa per tutelare le nostre produzioni? – Il Consumatore conosce le clementine di Calabria? – Gli operatori del comparto riescono a dare risposte concrete all’estrema polverizzazione dell’offerta che deprime il prezzo? –

L’Anga Cosenza non si vuole limitare a porre delle domande, ma in punta di piedi, prova a suggerire alcune risposte.

Per i Giovani di Confagricoltura Cosenza occorre innanzitutto ritornare alla Terra, al naturale susseguirsi delle stagioni climatiche e al naturale ciclo delle piante. Il mercato globale ha calendarizzato i nostri consumi e, anche se questo può apparire un contro senso, in realtà è davvero così. Se si volesse acquistare una pianta di crisantemi nel mese di ottobre difficilmente la si troverebbe sul mercato, i crisantemi sono tutti inequivocabilmente pronti per il giorno 2 novembre, giorno in cui si celebra la ricorrenza dei defunti. Applicando al caso che interessa lo stesso procedimento logico, potremmo dire che, se le clementine dovessero raggiungere il grado zuccherino a ottobre ed essere pronte per essere consumate, occorrerebbe comunque aspettare il mese di dicembre per vederle apprezzate dal mercato perché è questo che il Mercato impone. Così come è il Mercato che impone la scelta al consumatore, il frutto deve apparire bello più che buono. Questa forma di disinformazione è stata contrastata tempo fa da un noto marchio di mele il cui prodotto aveva subito un danno estetico a causa della grandine. Così, su reti nazionali e con testimonial celebri, venne sottolineato il fatto che la mela era ottima e che la sua bontà e genuinità, e non anche la sua avvenenza estetica, dovevano essere le sole qualità ricercate dal consumatore. Ecco un esempio di corretta informazione, ecco un modo per tutelare le nostre produzioni. Le grandi catene di distribuzione, grazie ad una offerta polverizzata e per nulla tutelata, sono in grado di deprimere il prezzo e perfino il valore intrinseco del prodotto clementine di Calabria che viene così valutato per ciò che costa e non per ciò che dovrebbe essere e rappresentare. La concentrazione dell’offerta e la riduzione della frammentazione di essa: ecco un modo per tutelare le clementine di Calabria. Il Consorzio dell’IGP Clementine di Calabria potrebbe essere lo strumento giusto per rispondere a queste necessità, attraverso di esso e attraverso la partecipazione collettiva al suo corretto funzionamento si potrebbero ottenere benefici per molti. Occorre quindi abbandonare la logica dell’individualismo e adottare la pratica del bene comune, d’altronde tutti gli operatori, tutte le sigle sindacali, tutto il comprensorio potrebbe avvantaggiarsi di una oculata e attenta gestione del Consorzio che veda la partecipazione di tutti verso la riuscita degli intenti comuni.

Il Presidente Perciaccante conclude “Questi sono solo alcuni suggerimenti o meglio alcuni inviti a fare, a cambiare, a migliorare. Un produttore di clementine, come qualsiasi agricoltore, sa che il ciclo che porta alla produzione del frutto è lungo e tortuoso ma lo attraversa con la speranza e la tensione a fare qualcosa di buono che possa essere apprezzato e valorizzato; ciò al fine di non rendere vani tutti i suoi sforzi ed aprire così la strada all’abbandono delle campagne e del Territorio, lasciato al degrado, alla mercé di chiunque e al più completo dissesto. Questo è un problema di tutti, non solo degli agricoltori!”